Ci sono avvenimenti che, apparentemente di semplice cronaca, aprono
mondi di riflessione.
L'uccisione di Vittorio Arrigoni, operatore di pace in terra di Gaza
avvenuto nei giorni scorsi, è uno di questi:
mi ha suscitato (e credo non solo a me) considerazioni
sull'autenticità della parola "volontario", spesso usata a sproposito
ed in modo ingannevole per definire ben altri operatori in zone di
guerra, che invece si devono definire, per esattezza "mercenari" cioè
dipendenti da rapporti di denaro per la loro attività. Vittorio (un
compagno a me sconosciuto sino alla tragica conclusione della sua
vicenda) era autenticamente volontario soprattutto perchè operava
SENZA ARMI, con il suo solo corpo e la sua volontà di rendere concreta
una utopia di pace.
Ho dedicato a Vittorio una canzone di Jovanotti che mi tocca
particolarmente, "Mi fido di Te". Perchè ad un certo punto si chiede:
"Cosa sei disposto a perdere!?"; ecco, quando ci capita di riflettere
"filosoficamente" sul mondo e sulla natura umana e non si trovano le
risposte, probabilmente bisogna cambiare la domanda. Da "Cosa ci
guadagno?" a "Cosa sono (siamo) disposto(i) a impegnare (e forse anche
a perdere o a rinunciare) per cambiare il senso delle relazioni
umane?"
Diego Luttazi
Funambolico
un blog libero
venerdì 22 aprile 2011
il personaggio
scrisse Elsa Morante
“Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua
carriera
di
delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero
meritato
la
condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo.
Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini? Una
parte per
insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per
interesse
e
tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto
delle sue
attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte
piuttosto
che al
giusto.
Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il
tornaconto,
pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il
tornaconto. Così
un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile
effetto, è un
perfetto esemplare dei suoi contemporanei.
Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt'al più il leader di un
partito di
modesto seguito, un personaggio un po' ridicolo per le sue maniere,
i
suoi
atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon
senso
della
gente e causa del suo stile enfatico e impudico.
In Italia è diventato il capo del governo.
Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano. Ammiratore
della
forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in
Dio,
presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia
ma
con
numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di
disonesti, di
bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare
effetto su un
pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere,
si
immagina
sempre di essere il personaggio che vuol rappresentare”.
Elsa Morante
Qualunque cosa abbiate pensato, il testo, del 1945, si riferisce a
Mussolini...
“Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua
carriera
di
delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero
meritato
la
condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo.
Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini? Una
parte per
insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per
interesse
e
tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto
delle sue
attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte
piuttosto
che al
giusto.
Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il
tornaconto,
pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il
tornaconto. Così
un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile
effetto, è un
perfetto esemplare dei suoi contemporanei.
Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt'al più il leader di un
partito di
modesto seguito, un personaggio un po' ridicolo per le sue maniere,
i
suoi
atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon
senso
della
gente e causa del suo stile enfatico e impudico.
In Italia è diventato il capo del governo.
Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano. Ammiratore
della
forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in
Dio,
presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia
ma
con
numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di
disonesti, di
bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare
effetto su un
pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere,
si
immagina
sempre di essere il personaggio che vuol rappresentare”.
Elsa Morante
Qualunque cosa abbiate pensato, il testo, del 1945, si riferisce a
Mussolini...
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